Le chiese di Ciciliano

Ciciliano conta cinque chiese consacrate dove vengono svolte più o meno regolarmente funzioni religiose.

La chiesa parrocchiale, in Corso Umberto I, è dedicata alla Beata Vergine Maria Assunta in Cielo e fu edificata tra il 1793 e il 1818, sopra la precedente chiesa parrocchiale di Santa Maria, risalente al XIV secolo.

Vicina alla chiesa parrocchiale si trova la chiesa della Madonna della Palla, realizzata nel 1759 dal marchese architetto Gerolamo Theodoli.

La chiesa di Santa Liberata è un piccolo santuario che si trova sull’omonimo colle e fu costruita in più fasi a partire dal XV secolo, epoca a cui risale il ciclo di affreschi dell’abside.

La chiesa campestre di San Pietro è posta alle pendici del colle Santa Liberata e la sua edificazione è databile al X secolo. Ogni anno vi viene celebrata una messa il 29 giugno.

Della chiesa di Santa Maria Maddalena al Passo delle Fortuna, non si conosce la data esatta di costruzione e si hanno sue notizie solo a partire dal 1581 ma è sicuramente più antica.

Il nucleo originario della Chiesa di Sant’Erasmo fu edificato nell’XI secolo dai monaci benedettini del Monastero di Subiaco. Della prima chiesa di Ciciliano, sconsacrata nel XVII secolo, è rimasto l’edificio adiacente al castello Theodoli.

Si hanno notizie di altre otto chiese campestri nel territorio. Delle antiche chiese di San Magno e di San Valerio sono rimasti soltanto dei muri.

Delle chiese di San Giovanni, di Santa Cecilia e della Madonna del Carmine sono rimasti solo i toponimi delle località in cui sorgevano. Di Santa Maria de Limandrili, di Sant’Anastasio e di Sant’Eleuterio sono rimasti soltanto riferimenti bibliografici.

Antica carta della Diocesi tiburtina (dettaglio)

In questo dettaglio dell’antica cartina del 1739 della diocesi Tiburtina di Diego Revillas si vedono le chiese di San Pietro, di Santa Liberata, di Santa Maria (del Carmine), la scritta “Ospedale” (con adiacente la chiesa di Santa Maria Maddalena) e le chiese di San Giovanni, San Valerio e San Manno.

Il collegio dei Maroniti

Alla fine dell’Ottocento il Comune, proprietario della Chiesa di Santa Liberata, affidò ai Padri Maroniti libanesi la celebrazione delle funzioni religiose e concesse loro di addossare alla chiesa nuove costruzioni che si affacciano su un panoramico giardino pensile con cedri del Libano. Fino agli anni ’60 del XX secolo ha ospitato in estate preti e studenti maroniti. Poi non è stato più utilizzato.

I santuari meta di pellegrinaggio

Importanti per la vita religiosa di Ciciliano erano anche due santuari meta di pellegrinaggio da parte della popolazione.