In ricordo di Giusi Martinelli pubblichiamo questo articolo con foto di Claudio Mattoni.



Giusi Martinelli era autrice, regista e interprete di questa rappresentazione teatrale ispirata ad una vicenda riferita da Tacito negli “Annales” che ha come protagonisti due personaggi della famiglia dei Plauzi Silvani originaria di Trebula Suffenas: la potente matrona Urgulania, intima amica di Livia, la moglie di Augusto e madre di Tiberio, e il pretore Marco Plauzio Silvano la cui sorella, Urgulanilla, aveva sposato il futuro imperatore Claudio, nipote di Livia. Il loro padre, Aulo Plauzio Silvano, figlio di Urgulania, era stato Console assieme ad Augusto nel 2 a.C. ed aveva eretto il Mausoleo dei Plauzi a Ponte Lucano.



Il racconto di Tacito
Il pretore Plauzio Silvano, per motivi ignoti, gettò dalla finestra la moglie Apronia. Trascinato dal suocero Lucio Apronio davanti a Cesare, rispose confusamente che egli dormiva e perciò ignorava quanto fosse accaduto; la moglie si era precipitata da se stessa. Senza indugio Tiberio si reca a casa di lui; esamina la camera da letto e scorge indizi certi di violenza e di resistenza. Ne riferisce al Senato, e già erano stati designati i giudici, quando Urgulania, nonna di Silvano, invia un pugnale al nipote. E, per l’amicizia di Augusta con lei, si pensò che tale consiglio glielo avesse dato il principe. Dopo avere invano tentato di colpirsi, il reo si fece tagliare le vene. In seguito, Numantina, prima moglie di lui, accusata di avere con incantesimi e filtri ridotto il marito alla pazzia, fu giudicata innocente.









